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Farfalle

E ad un certo punto è apparsa lei, sorniona. Fissa su un fiore, mi sbirciava da sotto in su senza mollare la presa, sbattendo appena appena le alucce. Mi ha fatto ridere. Bella furbetta, ho pensato, sai che ci sono e solo il tempo del pensiero, di farsi fotografare ed è volata via.

Ho pensato a mia mamma, ti ho pensato che sono giorni inclementi questi, un anno fa navigavamo tutti (fratelli, sorelle, papà, io) in un calore plumbeo che non ci faceva respirare, strappando ore all’orologio maledetto del tempo. Per averti ancora un po’ e poi lasciarti volare via.

Per questo me ne sono andata nel bosco. Per fare pace col tempo che cambia le cose, arriccia le foglie, mette il verde sui rami e popola l’aria di versi e richiami. E poi ho visto lei sorniona, giallo arancio. Potente e sottile si è fatta fotografare ed è volata via, come te.
Buona Pasqua di rinascita a tutti.

AAA….VOCE (la mia) OFFRESI PER LETTURE IN PUBBLICO E/O PRIVATO

In attesa dell’apertura della tanto agognata, desiderata e sognata LIBRERIA, il mio progetto di OMAGGIO ALLE PAROLE continua. E partorisco un’idea folle…(oppure no?)

AAA….VOCE (la mia) OFFRESI PER LETTURE IN PUBBLICO E/O PRIVATO

Serate, anniversari, compleanni, salotti, cene ma anche semplici momenti di lettura per sognare, chiudere gli occhi e partire, viaggiare, immaginare. Se mi chiamate, io ci sarò.

E se il Festival di Cannes si apre con questo manifesto (un’immagine antica di Agnes Varda, che fino all’ultimo non ha mai smesso di creare sogni), un motivo ci sarà….
scrivetemi

maggi.monica@gmail.com

Leonora e Max, un amore surrealista – Max Ernst, Leonora Carrington: la loro storia al Teatro Garbatella di Roma, 9 e 10 maggio 2019

Quando scappò con Max Ernst, Leonora Carrington aveva solo 19 anni. Lui, invece, ne aveva già 41 ed era un affermato pittore surrealista, oltre a essere già sposato. Fu un colpo di fulmine: lei lasciò Londra, la sua famiglia, i suoi studi d’arte e scappò con lui a Parigi, dove iniziarono a vivere insieme, immersi nel fervore culturale degli Anni Trenta. Nacque così una delle storie d’amore più tormentate di tutta la storia dell’arte, raccontata anche nella biografia dedicata all’artista e scritta da Giulia Ingarao.

Un amore folle, anzi, un amour fou, per dirla alla francese, che portò i due amanti a condividere non solo la loro vita, ma anche le amicizie e il lavoro. Quella tra Leonora Carrington e Max Ernst fu una storia incredibile e struggente, spezzata dalla crudeltà del conflitto mondiale che stava per iniziare. Nel 1939 la Francia dichiarò guerra alla Germania e Max Ernst, fervente antinazista ma di nazionalità tedesca, fu considerato straniero nemico e venne quindi internato in un campo di reclusione. Liberato, fu di nuovo imprigionato nel 1940. Separati dalla guerra e dalle sue conseguenze, Max e Leonora presero strade diverse, ma forse non si lasciarono mai veramente.

La loro storia al Teatro Garbatella di Roma, 9 e 10 maggio 2019

https://www.facebook.com/events/2326714847581874/

Sì, viaggiare

Io lavoro più di una ragazza. Ma ho sessant’anni. 60. Ogni tanto giro e rigiro questa parola, i due numeri abbracciati come fratelli gemelli, come amici o sorelle, i numeri sono cifre e 60 è donna, femmina, con tutte queste A in mezzo.Lavoro tanto che vuol dire uscire, prendere treni autobus tram metropolitana, fare lunghi tratti a piedi, cercare stazioni e fare biglietti, fare spuntini a pranzo, prendere caffè al volo e spesso neanche tanto buoni, bere alle fontanelle, fare spesa in supermercati incontrati lungo la strada.E non faccio e scrivo tutto questo perché ho bisogno di un bravaaaaa, ma semplicemente perché ne ho bisogno. È un’esigenza, una cura, un modo per capire. La cosa più buffa è che diventa sempre più forte, quest’esigenza. E dall’altra parte, come se io fossi attaccata da un lato all’altro di un grande elastico, quella di tuffarmi in un bosco, tra gli alberi, in un libro calpestando foglie secche rami e terra.La cosa meravigliosa di tutto questo è che non ci capisco niente, un accidente di nulla. Non so perché stia accadendo tutto questo ma in fondo non mi interessa. Io vado, ascolto le parole assurde e opache della gente, scavalco monnezza, osservo scale mobili paralizzate, lavoro con bambini curiosi e anziani più curiosi di loro, scrivo poesie su tablet e foglietti, e ogni giorno che si riapre mi affaccio di fronte alla mia quercia e capisco che non capisco nulla.Ma che di fronte a me ho un orizzonte che non ha più confini e una terra ancora da raggiungere. E che il bello è il viaggio.

La poesia del sabato – Eugenio Montale “Portami il girasole”

Portami il girasole ch’io lo trapianti
nel mio terreno bruciato dal salino,
e mostri tutto il giorno agli azzurri specchianti
del cielo l’ansietà del suo volto giallino.

Tendono alla chiarità le cose oscure,
si esauriscono i corpi in un fluire
di tinte: queste in musiche. Svanire
è dunque la ventura delle venture.

Portami tu la pianta che conduce
dove sorgono bionde trasparenze
e vapora la vita quale essenza;
portami il girasole impazzito di luce.

EUGENIO MONTALE, da Ossi di seppia

UTATOKI – Poesia e immersione nel bosco Riano (Roma), secondo “viaggio” domenica 7 aprile: alla scoperta dei 4 elementi

UTATOKI – Poesia e immersione nel boscoRiano (Roma), secondo “viaggio” domenica 7 aprile: alla scoperta dei 4 elementi

Prendiamo
il sentiero paludoso
per arrivare alle nuvole
Matsuo Basho (1644 – 1694)

UTATOKI – Poesia e immersione nel boscoRiano (Roma), secondo “viaggio” domenica 7 aprile: alla scoperta dei 4 elementi

Un tempo i nostri antenati erano consapevoli che gli elementi della natura dialogano fra loro:  gli alberi dialogano con gli altri alberi e con le altre specie, i boschi dialogano fra di loro, con le colline e le montagne, con le vallate e, soprattutto, con le acque che, attraverso i laghi e i fiumi, incidono fortemente sulle caratteristiche di un certo territorio.  E un tempo l’uomo era in grado di cogliere queste “conversazioni” e perfino di inserirsi e dialogare con gli altri elementi della natura. Oggi l’uomo ha perduto questa connessione comunicativa.

Da qui nasce UTATOKI : inserire la poesia nella nostra comunicazione con la foresta e con gli alberi che la abitano. Non conoscendo più l’antica lingua, sappiamo però che non poteva che essere una lingua metaforica, immaginifica, poetica, mitologica. La poesia, insieme al mito, è la forma più simile all’antico linguaggio al quale oggi possiamo attingere per comunicare con la natura.

Il termine giapponese UTATOKI è formato dalle parole UTA (poesia) TO (e) e KI (bosco), ed è stato scelto per indicare questa unica esperienza di tre ore circa: arrivare sulla soglia di un bosco, leggere poesia, camminare in silenzio assoluto raccogliendo le “parole della Natura”, e accomiatarsi con un’ultima poesia. Tutto al suono discreto e ritmico di un tamburo.

Lo scenario in cui si collocano gli incontri è un bosco, selvaggio ma protetto, a Roma Nord.

Secondo “viaggio” domenica 7 aprile dalle 15 alle 18: alla scoperta dei 4 elementi con ricerca e “racconto” delle erbe spontanee

Tutte le foto su https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10216356351875952&type=1&l=511b268603 Tutte le info su https://laquerciadeisogniparlati.jimdo.com/

 info: maggi.monica@gmail.com366-4008466

……………………Monica Maggi
Giornalista pubblicista e poeta, dal 2003 ha impostato la sua attività di formazione sulla scrittura come strumento di crescita professionale e individuale. Da due anni è iscritta al Registro degli Artisti di Strada del Comune di Roma come Poeta, e nel 2015 si è aggiudicata il finanziamento per il Bando Regionale IO SCRIVO all’interno del progetto LA CASA DEL LIBRO, rivolto a scuole elementari e medie della periferia di Roma. Nel 2016 vince il Bando IO LEGGO con il Progetto PAGINE VIAGGIANTI. Attualmente si occupa di laboratori di poesia e di giornalismo nelle scuole, e di formazione sulla poesia come strumento di prevenzione al bullismo e cyberbullismo.

Enrica Tedeschi
PhD in Teoria e ricerca sociale, è stata: professore aggregato di Sociologia della comunicazione e Sociologia delle relazioni interculturali all’Università di Roma Tre; docente del Master interatenei (Università La Sapienza e Università Roma Tre) Sociologia: Teoria, Metodologia, Ricerca,e del dottorato Teoria e ricerca educativa e sociale di Roma Tre.

UTATOKI, cos’è

Un tempo i nostri antenati erano consapevoli che gli elementi della natura dialogano fra loro:  gli alberi dialogano con gli altri alberi e con le altre specie, i boschi dialogano fra di loro, con le colline e le montagne, con le vallate e, soprattutto, con le acque che, attraverso i laghi e i fiumi, incidono fortemente sulle caratteristiche di un certo territorio.  E un tempo l’uomo era in grado di cogliere queste “conversazioni” e perfino di inserirsi e dialogare con gli altri elementi della natura. Oggi l’uomo ha perduto questa connessione comunicativa.

Da qui nasce UTATOKI : inserire la poesia nella nostra comunicazione con la foresta e con gli alberi che la abitano. Non conoscendo più l’antica lingua, sappiamo però che non poteva che essere una lingua metaforica, immaginifica, poetica, mitologica. La poesia, insieme al mito, è la forma più simile all’antico linguaggio al quale oggi possiamo attingere per comunicare con la natura.

Il termine giapponese UTATOKI è formato dalle parole UTA (poesia) TO (e) e KI (bosco), ed è stato scelto per indicare questa unica esperienza di tre ore circa: arrivare sulla soglia di un bosco, leggere poesia, camminare in silenzio assoluto raccogliendo le “parole della Natura”, e accomiatarsi con un’ultima poesia. Tutto al suono discreto e ritmico di un tamburo.

info https://laquerciadeisogniparlati.jimdo.com/

UTATOKI – Poesia e immersione nel bosco Riano (Roma), secondo “viaggio” domenica 7 aprile: alla scoperta dei 4 elementi

Un tempo i nostri antenati erano consapevoli che gli elementi della natura dialogano fra loro:  gli alberi dialogano con gli altri alberi e con le altre specie, i boschi dialogano fra di loro, con le colline e le montagne, con le vallate e, soprattutto, con le acque che, attraverso i laghi e i fiumi, incidono fortemente sulle caratteristiche di un certo territorio.  E un tempo l’uomo era in grado di cogliere queste “conversazioni” e perfino di inserirsi e dialogare con gli altri elementi della natura. Oggi l’uomo ha perduto questa connessione comunicativa.

Da qui nasce UTATOKI : inserire la poesia nella nostra comunicazione con la foresta e con gli alberi che la abitano. Non conoscendo più l’antica lingua, sappiamo però che non poteva che essere una lingua metaforica, immaginifica, poetica, mitologica. La poesia, insieme al mito, è la forma più simile all’antico linguaggio al quale oggi possiamo attingere per comunicare con la natura.

Il termine giapponese UTATOKI è formato dalle parole UTA (poesia) TO (e) e KI (bosco), ed è stato scelto per indicare questa unica esperienza di tre ore circa: arrivare sulla soglia di un bosco, leggere poesia, camminare in silenzio assoluto raccogliendo le “parole della Natura”, e accomiatarsi con un’ultima poesia. Tutto al suono discreto e ritmico di un tamburo.

Lo scenario in cui si collocano gli incontri è un bosco, selvaggio ma protetto, a Roma Nord.

Secondo “viaggio” domenica 7 aprile dalle 15 alle 18: alla scoperta dei 4 elementi con ricerca e “racconto” delle erbe spontanee

Tutte le foto su https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10216356351875952&type=1&l=511b268603 Tutte le info su https://laquerciadeisogniparlati.jimdo.com/

 info: maggi.monica@gmail.com366-4008466

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Monica Maggi

Giornalista pubblicista e poeta, dal 2003 ha impostato la sua attività di formazione sulla scrittura come strumento di crescita professionale e individuale. Da due anni è iscritta al Registro degli Artisti di Strada del Comune di Roma come Poeta, e nel 2015 si è aggiudicata il finanziamento per il Bando Regionale IO SCRIVO all’interno del progetto LA CASA DEL LIBRO, rivolto a scuole elementari e medie della periferia di Roma. Nel 2016 vince il Bando IO LEGGO con il Progetto PAGINE VIAGGIANTI. Attualmente si occupa di laboratori di poesia e di giornalismo nelle scuole, e di formazione sulla poesia come strumento di prevenzione al bullismo e cyberbullismo.

Enrica Tedeschi

PhD in Teoria e ricerca sociale, è stata: professore aggregato di Sociologia della comunicazione e Sociologia delle relazioni interculturali all’Università di Roma Tre; docente del Master interatenei (Università La Sapienza e Università Roma Tre) Sociologia: Teoria, Metodologia, Ricerca,e del dottorato Teoria e ricerca educativa e sociale di Roma Tre.

Riano (Roma)
Nasce UTATOKI, prima esperienza in Italia di POESIA E IMMERSIONE NEL BOSCO – Prossimo appuntamento il 7 aprile
DALLE 15 ALLE 18

con RACCOLTA E IDENTIFICAZIONE ERBE SPONTANEE

Il termine giapponese UTATOKI è formato dalla parola UTA (poesia) e TO KI (bosco), ed è stato scelto per indicare questa unica esperienza di tre ore circa: arrivare sulla soglia di un bosco, leggere poesia, camminare in silenzio assoluto raccogliendo le “parole della Natura”, e accomiatarsi con un’ultima poesia. Tutto al suono discreto e ritmico di un tamburo.

Cosa si farà nelle tre ore di incontro:
arrivo al sentiero
lettura di poesie (si possono scgliere proprie o di altri autori)
inizio camminata nel sentiero con il suono del tamburo (Enrica)
Flavia e Valentina indicheranno le erbe spontanee che verranno identificate e “raccontate” alla fine della camminata
ritorno e assaggi di torte e focacce artigianali e vegane

è preferibile la prenotazione, l’incontro è disponibile per un massimo di 10 persone.

Tutte le info su https://laquerciadeisogniparlati.jimdo.com/
FOTO:
https://www.facebook.com/media/set/?set=a.10216356351875952&type=1&l=511b268603

info:
Enrica Tedeschi
Monica Maggi
allaquerciadeisogniparlati@gmail.com
maggi.monica@gmail.com
tel e whatsapp: 3290570967; 3664008466

Monica Maggi – Giornalista pubblicista e poeta, dal 2003 ha impostato la sua attività di formazione sulla scrittura come strumento di crescita professionale e individuale. E’ stata docente a contratto dal 2003 al 2010 presso Università Roma Tre (Scienze Politiche) con un laboratorio di giornalismo e scrittura. Da due anni è iscritta al Registro degli Artisti di Strada del Comune di Roma come Poeta, e nel 2015 si è aggiudicata il finanziamento per il Bando Regionale IO SCRIVO all’interno del progetto LA CASA DEL LIBRO, rivolto a scuole elementari e medie della periferia di Roma. Nel 2016 vince il Bando IO LEGGO con il Progetto PAGINE VIAGGIANTI. Attualmente si occupa di laboratori di poesia e di giornalismo nelle scuole, e di formazione sulla poesia come strumento di prevenzione al bullismo e cyberbullismo.

Enrica Tedeschi – PhD in Teoria e ricerca sociale, è stata: professore aggregato di Sociologia della comunicazione e Sociologia delle relazioni interculturali all’Università di Roma Tre; docente del Master interatenei (Università La Sapienza e Università Roma Tre) Sociologia: Teoria, Metodologia, Ricerca,e del dottorato Teoria e ricerca educativa e sociale di Roma Tre.