Come cambiare la propria vita con l’aiuto di Woody Allen

L’ultimo saggio di Eric Vartzbed

Come cambiare la propria vita con l’aiuto di Woody Allen

Golia contro Davide, ovvero il Super-Io contro l’Inetto: ma non sempre vince il primo

La crisi economica la conosciamo. Quella dell’Uomo è meno apparente, ma dagli anni Settanta Woody Allen ce la racconta, non sempre in allegria, nel fluire ribollente e magmatico dei suoi lungometraggi.

E’ del 2012 la ristampa di un saggio di Eric Vartzbed, Come Woody Allen può cambiare la vostra vita, per i tipi di Archinto. L’autore, psicologo, affronta personalmente la tematica alleniana successivamente alla visione di un film, Un’altra donna del 1988, in seguito alla quale afferma di aver visto tutte le cose che lo circondavano in una modalità completamente nuova.

Il saggio è un’occasione per ripercorrere le tappe evolutive della crescita culturale di Woody Allen, così come, parallelamente, quelle dell’autore svizzero. L’interesse per i “film da leggere” (perché italiani, francesi o svedesi, e quindi sottotitolati) avrebbe spinto il regista a soffermarsi più propriamente su quella che si considera la sua cifra stilistica, cioè i dialoghi, spesso onirici, surreali, ma sempre pervasi da un ironico sorriso (dolce o amaro che sia), perché la risata “copre il desolante silenzio di Dio”.

La componente psicoanalitica-freudiana è il lettino sul quale si stende quasi sempre il plot narrativo; i temi che si ricavano dall’analisi vanno dalla consapevolezza ironica della “vita come una gigantesca lotteria” fino alla scoperta dell’assenza di un possibile aiuto divino (“Dio non esiste, e noi siamo il suo popolo eletto”).

Le descrizioni e i riferimenti ai film sono sempre precise e puntuali, anche se spesso affrontate in maniera “specialistica” dall’autore-psicologo, con qualche digressione su casi clinici reali, come la trattativa scientifica richiederebbe. Tuttavia questo ci permette di cogliere al meglio i significati profondi e nascosti, sicuramente simbolici, posti dietro a tante singole scene dei film di Allen.

Il richiamo principale risulta così a manifestarsi in una figura, cara a quella decadenza tutta novecentesca, incarnata dall’Inetto sveviano o gozzaniano. E’ qui che si concentra la maggior parte dei personaggi dei film del newyorkese, sempre e comunque afflitta da un malcelato “male di vivere”.

Il saggio mette così a nudo ciò che dai film non traspare direttamente sulla personalità del loro autore: una ateistica religiosità, un egocentrismo simulato, la realtà stessa messa in discussione, anche se inconsciamente.

La scrittura, sempre lineare e mai abbandonata a descrizioni eccedenti, si dipana attraverso la resa comica dei film trattati (quasi l’integrità del corpus alleniano) senza dimenticare che qui l’umorismo non è puro divertimento; è catartico, perché si ride e si medita.

14/02/2013  Federico De Carli

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Vartzbed - Woody Allen

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