GLI APPUNTAMENTI DI LIBRA 2.0 – DA NON PERDERE!

GLI APPUNTAMENTI DI LIBRA 2.0 – DA NON PERDERE!.

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GLI APPUNTAMENTI DI LIBRA 2.0 – DA NON PERDERE!

riassumendo:

stasera 27 febbraio RADIO WUONZ, via Nemorense 145 (Roma)
ESORDIENTI, TUTTI PRONTI?

sabato 2 marzo ore 18 GIARDINO PARIOLI , via A.Bertoloni 3b (Roma)
IL CASO ORLANDI: RIVELAZIONI E RETROSCENA
Parla l’autore Fabrizio Peronaci e Pietro Orlandi (fratello di Emanuela)

domenica 3 marzo ore 17.30 CENTRO CULTURALE GABRIELLA FERRI, via Galantara 7 (Roma)
NEL NOME DELLA MADRE
vernissage di Chiara Pasqualini
poesie scelte da Monica Maggi Libra Duepuntozero

per questa settimana è ok!

TENDENZE, TECNOLOGIA, COMUNICAZIONE

Vivi i Colori. Live in Tour
Carnevale 2013, a Venezia

Uno straordinario programma culturale all’insegna del tema Vivi i colori. Live in colour.

E’ l’evento piu’ colorato dell’anno, un colpo di luce che spacca il buio della crisi economica. Il colore come protagonista, un mosaico multi cromatico di maschere che confondono i loro colori con quelli dorati della basilica di San Marco, con quelli del rosso del tramonto infuocato sulla laguna, che si riflettono e si moltiplicano nello specchio d’acqua di Canal Grande, che si perdono nella notte tra la nebbia delle Calli per rinascere all’alba. Venezia, la Serenissima, citta’ d’oro e d’arte !

Un susseguirsi di eventi una giostra inarrestabile di avvenimenti. Il Gran Teatro è il palcoscenico allestito dal 2 al 12 febbraio 2013 in Piazza San Marco. Ogni giorno dalle 11.00 alle 23.00 ospiterà un ricco palinsesto ininterrotto di spettacoli, sfilate, eventi musicali e grandi ospiti internazionali. Il 2 febbraio prendera’ il via il Concorso della Maschera piu’ bella, per concludersi nel pomeriggio di domenica 10 febbraio con il GRAN FINALE. ; lo scrittore Alberto Toso Fei, in occasione dello “Spettacolo Teatrale Itinerante”( alle 11.00, alle 14.30 ed alle 16.30 in Piazza San Marco) guidera’ gli spettatori attraverso i luoghi della Venezia, La Serenissima, “insolita e segreta” fatta di grandi personaggi e piccole vicende; alle 15.40 sempre in Piazza San Marco da non perdere il grande numero degli sbandieratori provenienti da tutto il Veneto che salutano, con le loro coreografie e abilità, il Carnevale e precedono l’arrivo delle Marie in un tripudio di ritmi e di colori. La manifestazioni si susseguono fino a tarda sera con i colori della musica per uno spettacolo di musica live, costumi e coreografie ed uno show tra i più ballabili e coinvolgenti del panorama musicale in circolazione.dedicato al gruppo di fama mondiale degli Abba ed ai loro successi.

Domenica 3 febbraio, inoltre, si alterneranno sul palco sfilate di gruppi in costume, ospiti dʼonore, la delegazione del Bacanal Del Gnoco, dal Carnevale di Verona e il Re Biscottino del Carnevale di Novara fino al tradizionale “Volo dell’Angelo”. Tutta Venezia e’ interamente coinvolta in ogni sua parte, laboratori, attività, atelier creativi e performances, dedicate ai ragazzi, ad ingresso gratuito aperti tutto il giorno (10.00-18.00) presso i Giardini della Biennale cosi’ come “A Perdifiaba” letture con attori e musica delle fiabe animate. Oltre cento eventi originali, collegati in un’agenda fittissima di appuntamenti al chiuso e all’aperto, tra i quali districarsi grazie ai numerosi Itinerari guidati alla Venezia segreta (i depositi monumentali dell’Archivio di Stato, il Palazzetto Bru Zane, il Palazzo Pisani di Santo Stefano, e tanti altri.

Una Venezia viva allegra variopinta e generosa che fugge sul finir del Carnevale lasciandoci il ricordo e il desiderio rivederla Approfondimenti ed informazioni su http://www.carnevale.venezia.it
Fonti: http://www.carnevale.venezia.it

Laura Rossetti

IL FUTURO OGGI

La nuova tecnologia incrementa l’efficienza e abbassa i costi

In arrivo il pannello olografico

L’Apollon GmbH e la Solar Bankers in procinto di avviare la produzione dei nuovi pannelli

A quanto pare due società, la tedesca Apollon GmbH e l’americana Solar Bankers, si stanno organizzando per avviare la produzione dei pannelli fotovoltaici con lamina olografica. Questa decisione sarebbe stata presa dopo l’esito positivo che ha avuto la sperimentazione del prototipo presso un’azienda spagnola, l’Istituto Holografico Andaluz. Secondo i ricercatori, infatti, è stato possibile raggiungere un’efficienza del 28% rispetto al 17% circa dei pannelli attualmente in commercio. Le due società, inoltre, hanno puntato tutto sul silicio per due motivi: il silicio è uno dei materiali più abbondanti nella crosta terrestre e in più perché è economico.

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Per raggiungere tale efficienza, sulla classica base di silicio del pannello solare è stata aggiunta una lamina olografica, aumentandone la capacità angolare, spettrale e spaziale del materiale durante l’assorbimento della luce. Questo sistema, contrariamente ai moduli fotovoltaici di oggi, richiede una quantità inferiore di silicio.

Per realizzare questa tecnologia non occorre un dispendio elevato di risorse e pertanto si tratta di un procedimento economico. I nuovi pannelli possono essere fabbricati in Germania o negli Stati Uniti ad un costo inferiore rispetto ai pannelli attualmente fabbricati in Cina.

È da augurarsi che le imprese italiane del settore abbiano preso atto di questo cambiamento (sono previste forti ripercussioni sul mercato del fotovoltaico e pertanto conseguenze nel commercio dei pannelli tradizionali) e investito nell’avviare analoghe sperimentazioni.

Stefano A. Narciso

Siti di riferimento: http://energia.ecoseven.net

http://greenme.it

http://energia.supermoney.eu

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Con le rinnovabili l’isola combatte la crisi

L’Islanda 100% energia rinnovabile

Solo piccole isole e stati-arcipelago erano riusciti nell’impresa

Nel giro di pochi anni l’Islanda è riuscita, nonostante sia stata una delle prime vittime della crisi finanziaria globale, a coprire il fabbisogno energetico dell’intera isola con le fonti rinnovabili. Il Paese fu devastato da numerosi fallimenti bancari e ha dovuto superare molti problemi di carattere politico-economico. Eppure l’isola ancora oggi riesce a mantenere alti gli standard di vita grazie anche alla sua indipendenza energetica. Finora ci erano riuscite solo le piccole isole e stati-arcipelago nell’impresa di ricoprire il fabbisogno energetico interno.

L’Islanda attualmente può permettersi il lusso di esportare energia ai paesi il cui fabbisogno è maggiore (rivende nel Regno Unito tramite il cavo sottomarino più lungo del mondo il proprio surplus).

L’Italia attualmente ha un piano energetico anni luce indietro se paragonato a quello islandese. Tuttavia, l’esempio islandese è sicuramente un modello da copiare che potrebbe risollevarci dalla crisi e portare moltissimi posti di lavoro.

L’isola ricava oggi circa il 75% della sua energia dall’idroelettrico e il 25% dal geotermico. Ciò fornisce anche circa l’87% della domanda per l’acqua calda e riscaldamento. Gli islandesi, inoltre, non intendono fermarsi al geotermico:  sono in piena ricerca di varie possibilità per quanto riguarda lo sfruttamento dell’ idrogeno.   In conclusione, l’obiettivo resta quello di liberarsi dalla dipendenza del petrolio entro il 2040.

Tanta indipendenza energetica ha portato benefici in termini industriali. L’Islanda ha infatti attirato tutte quelle industrie notoriamente avide di energia  a prezzi convenienti e soprattutto stabili. Molte sono le aziende in Italia che hanno dovuto chiudere battenti a causa dei nostri pesanti costi energetici.

Stefano A. Narciso

Siti di riferimento: http://www.risparmiodienergia.it/

enel-lab.blogosfere.it

t.ibtimes.com

QUESTO PAZZO PAZZO MONDO

Quando i VIP fanno pubblicità

PUBBLICITA’ DA OSCAR

Sempre più volti famosi negli spot pubblicitari

Una volta c’era “Carosello” spazio pubblicitario televisivo degli anni sessanta dove vedere un volto famoso che reclamizzava un prodotto, era un avvenimento inconsueto che, comunque, produceva il suo effetto. Attori di teatro si prestavano ad interpretazioni leggere e godibili proclamando la bontà di prodotti diventati poi di uso quotidiano, insostituibili, come la nutella, nata proprio in quegli anni e ancora oggi golosità per grandi e piccini. Era un occasione per farsi conoscere dal pubblico televisivo allora emergente trasmettendo messaggi con slogan ancora oggi impressi nella memoria collettiva. Ernesto Calindri, noto attore teatrale, sorseggiava il suo amaro nel traffico “contro il logorio della vita moderna” ed altri personaggi dello spettacolo, allora poco noti e diventati poi grandi attori, prestavano la loro immagine e la loro voce in sketch divertenti considerati un cult. Anche oggi, attori famosi prestano la loro immagine  negli spot pubblicitari, bombardando, con promesse e slogan molto spesso subito dimenticati , un pubblico ormai avvezzo a sentire e vedere di tutto e di più.  Il Dio denaro è capace di asservire anche attori da Oscar

9/02/2013

La musica dei mondi di Ludovico Einaudi

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Una porta dimensionale verso realtà ancestrali: o futuristiche

La musica dei mondi di Ludovico Einaudi

Il nuovo lavoro del musicista torinese a tre anni di distanza da “Nightbook”

Chissà come dovevano immaginare la musica dei corpi celesti nelle loro rivoluzioni astrali i teorici di molti secoli fa, quando Boezio parlò per la prima volta di musica mundana. Musica basata sul numero e ordinata secondo regole – diremmo oggi – scientifiche, matematiche.

E’ questa la prima domanda che ci si potrebbe porre ascoltando In a time lapse, brano eponimo dell’ultimo lavoro di Ludovico Einaudi. L’impressione è quella di sentirli davvero, i movimenti delle sfere universali all’interno del loro spazio. Musica creata dal movimento e che crea dunque movimento, circolare, parte da sé e su sé stessa torna.

Il ricorso al numero come struttura portante non è casuale: spesso si tratta di cellule minimali che diventano veri e propri spunti tematici, e quindi ricorrenti con sempre nuove elaborazioni e aggiunte, fino a diventare organismi completi. Come in un frattale: così in piccolo, così in grande. Non succede mai molto, si potrebbe obiettare: solo lo stretto necessario, si evita il superfluo, come ai tempi della Creazione. E anche qui la musica si crea da sé.

Siamo dunque ben lontani dalla forma canzone; non c’è il testo a enunciare il messaggio, qui la comunicazione è spesso affidata più al silenzio, alle pause dilatate fra una nota e l’altra. Il tempo si annulla, forse ci troviamo davvero un attimo prima che l’Universo abbia inizio; la musica dell’innatismo, l’abbiamo dentro senza sapere come, e quando l’ascoltiamo ci sembra ovvio di conoscerla, e riconoscerla.

A volte sembra di ascoltare la traduzione di una struttura poetica, con suoni extradiegetici e digitali: la costruzione armonica è concentrata in un ambito ristretto, e forse questo aiuta il cammino. Non ci sono strade precostituite da seguire; è libero susseguirsi di passi.

Una musica che è quindi condivisione, è una passeggiata con gli amici senza la mediazione della ragione che ci farebbe chiedere il perché del passeggiare; una musica peripatetica, per così dire. Definiamola pure minimalista, ma non alla Philip Glass o alla Michael Nyman, riferiamoci piuttosto al minimalismo figurativo: tessuto essenziale e scarno, pochi e ricorrenti elementi.

Spesso la melodia è invariata mentre è la linea del basso a creare il movimento armonico: come quando crediamo di stare fermi sul nostro pianeta e in realtà è il mondo circostante a ruotare (Discovery at nightRun). Altre volte invece la melodia ricorda i paesaggi della musica new-age, ma non è quasi mai descrittiva. Anzi, Two trees farebbe immaginare qualcosa di statico nel suo titolo, e invece è il brano dove forse la melodia è maggiormente mobile, verrebbe da pensare più propriamente a due uccelli in traiettoria radente, o due api che si fermano e poi ripartono.

Brother è il brano dall’atmosfera più rarefatta: è l’alba. Poi qualcosa galoppa (è il sole?). Archi ruvidi a volo d’uccello scandiscono il cambiamento, un arpeggio zampilla incalzante, qualcosa sopraggiunge a battere i quarti. Inizia un crescendo stratificato, il giorno si è fatto, e il pianoforte riverbera quando si ferma la corsa.

Run arriva in punta di piedi. Ancora l’arpeggio fisso con basso mobile, e la melodia a incastrarsi in tutto questo. Risuona in lontananza un canone alla Pachelbel, o il barocco di Händel. La chiusura è circolare, ma non si arriva a una definitiva risoluzione.
Interessante la struttura di Experience: qui la melodia alta fa da bordone a quella intermedia. Archi omoritmici e omofonici aspettano un violino che raddoppi il tutto, un ritmo batte i quarti. Sembra di essere in un film in bianconero di Bela Tarr.

Un concept album? Forse sì, un intervallo di tempo che va dal primo istante del mondo fino al suo ultimo battito vitale. E così, come conclusione logica Life accompagna questo cammino: campanellini e arpeggio di carillon, sembra di essere in una culla. La melodia, per una volta, sarebbe addirittura cantabile, quasi una ninna-nanna, ma un violino la trasforma e la porta a un galoppo orchestrale, poi a una giga di archi con pianoforte minimale. Chiusura circolare, ancora carillon e campanellini. E la luce sia.

22/02/2013  Federico De Carli

http://www.google.it/url?sa=t&rct=j&q=ludovico+einaudi+video&source=web&cd=8&cad=rja&ved=0CFMQFjAH&url=http%3A%2F%2Fvideo.repubblica.it%2Feventi-einaudi%2Fludovico-einaudi-racconta-il-nuovo-album-esclusiva-repubblicait%2F116895%2F115344&ei=x3koUYnAGMfIswae84G4Dg&usg=AFQjCNHWBy54-VuRAS2LQqrCc7OBYMVESg&bvm=bv.42768644,d.Yms

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Benedetto XVI e la profezia di S.Malachia

Dopo il carosello di teorie e smentite sulle “profezie” del calendario Maya,la recente abdicazione di Benedetto XVI scatena il panico in rete e non solo.Corrono voci che la sua rinuncia a continuare il pontificato, sia stata predetta da S.Malachia vescovo di Amargh, nei suoi “motti”.La profezia venne pubblicata per la prima volta nel 1595 dallo storico benedettino Arnoldo Wion nel suo libro Lignum Vitæ, una storia dell’ordine benedettino. I 112 motti (111 più la frase conclusiva) andrebbero da papa Celestino II (1143-1144)ad oggi.

Secondo le recenti interpretazioni Joseph Ratzinger sarebbe infatti il penultimo papa della cristianità al quale dovrebbe succedere “Pietro il Romano”. Il motto conclusivo infatti recita:

“Durante l’ultima persecuzione della Santa Romana Chiesa siederà Pietro il Romano, che pascerà il gregge fra molte tribolazioni; passate queste, la città dei sette colli crollerà e il tremendo Giudice giudicherà il suo popolo. Amen”.

Ma come tutte le profezie anche questa non è esente da critiche ed analisi.La profezia venne ignorata per ben 4 secoli dopo la morte
di Malachia e non se ne trova traccia nella biografia del vescovo, scritta da Bernardo di Chiaravalle,amico di Malachia.
Oltre alle speculazioni dei catastrofisti, che sostengono che il prossimo papa sarà il “papa nero” sorgono svariate teorie “complottistiche”.

La profezia di Malachia, potrebbe convergere con quella della “Monaca di Dresda”,un’anonima religiosa vissuta tra il XVII e il XVIII secolo.Raccolte in 31 lettere,destinate a vari regnanti ed eminenti religiosi tra cui papa Clemente XI,descriverebbero alcuni eventi significativi.Il più rilevante è riportato nella lettera indirizzata a Federico I di Prussia,dove scriveva:”l’ultimo Pietro giungerà dalla tua terra”.La Prussia infatti in quel tempo comprendeva anche l’odierna Germania.

Nostradamus,dal canto suo,profetizzò un ben altro scenario per l’ultimo successore di Pietro. Nella quartina 56 della quinta centuria riportava:

“Per il trapasso di molto vecchio pontefice, sarà eletto romano di buona età, che sarà detto che il saggio indebolisce, e lungo terrà e di operosità acuta”.

Nicola Provenzano

Fonti :

http://2012ladistruzione.blogspot.it

benedetto_xvi_onu Malachia Nostradamus4

LA POESIA DI LIBRA 2.0

LA POESIA DI LIBRA 2.0
Ma se un giorno che non esiste
posassi questa mano su un sogno
alzando la polvere del nulla
posizionando la mia vista di cose
di persone di anime piene e di passi
se un giorno che è già stato
prendessi posto di nuovo nella vita
nell’ordine dei numeri spaiati
nel vento che ritorna indietro
forse ti avrei di nuovo e
forse saprei dire che sono stata
e siamo
siamo un momento lunghissimo
il secolare fluttuare
qualcosa che sia a metà
tra questo passato che
si aggruma e poi sbriciola
d’incanto
e il niente dell’idea
di futuro
M.M.
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