Miami di Brandt Brauer Frick

Quando la scuola classica incontra la modernità

Miami di Brandt Brauer Frick

Il trio berlinese che suona l’elettronica con approccio acustico

Brandt Brauer Frick - Miami

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Brandt Brauer Frick è il nome del grupppo, ma sono anche i cognomi dei tre componenti: Daniel, Jan e Paul, rispettivamente. Sono di Berlino e al loro terzo lavoro.

Se si tenta il paragone tra quest’ultimo lavoro e il precedente Mr Machine del 2011 si potrebbe rimanere spiazzati: non c’è più l’ensamble di undici elementi perché è rimasto il puro trio, non è più musica da teatro ma in qualche modo siamo tornati dentro un dj set, e poi è venuto meno quel sapore di free-jazz e di musica contemporanea che avevamo ascoltato due anni fa. Musica meno intellettuale, più diretta e meno mediata dalla ricerca di un significato profondo. Una sorta di assenza rigenerativa, un esperimento nell’esperimento.

Non manca, comunque, la dicotomia colto-extracolto. L’orecchio non è strizzato tanto al connazionale Stockhausen (se non per rispetto e interesse culturale) quanto ai lavori di John Cage, del quale ritroviamo molte cifre stilistiche. Dunque: più che alla scuola tedesca (o europea, per estensione) viene preferita quella minimalista statunitense.

Una caratteristica su tutte: se crediamo di essere nell’ambito della musica techno elettronica, va presa in considerazione l’idea che però gli studi classico-musicali dei tre componenti qui ritornano tutti. Ciò che l’elettronica crea con la macchina subisce invece ora una ri-creazione con l’ausilio di strumenti “reali”, fisici. Anche se, di fatto, non manca una componente “meccanica” nelle elaborazioni.

E poi, la forma: abbandonata l’istanza intellettiva vista in precedenza, questo lavoro si compone di tracce che spesso appartengono alla forma-canzone, anche quando si tratta di pezzi strumentali, forse anche grazie alla ricorsività di alcuni temi e delle loro variazioni. Quando poi (e succede per metà delle tracce presenti nel disco) si tratta di vere canzoni, la cosa si manifesta in maniera evidente. Anche se poi non ci si deve aspettare una struttura standard di canzone; qui la variazione può ribaltare il tema originario, per cui ci si può trovare davanti a un brano composto da sezioni strutturalmente disgiunte.

Cinque gli ospiti vocali che hanno collaborato alla registrazione delle dieci tracce: sono Erika Janunger, Om’Mas Keith, Jamie Lidell, Nina Kraviz e Gudrun Gut, voci dalle caratteristiche completamente eterogenee. C’è il rytm&blues di Empty words dove la voce sorvola un tappeto che sembra originato da due vecchie pendole fuori sincrono, stonate, o meglio ”diversamente accordate”. Ancora: la voce bluesy in Broken Pieces con ritmo incalzante e basso sinteticamente corposo, oppure ancora quella di Verwahrlosung che ripete incessantemente il titolo svicolando fra cellule minimali dissonanti e suoni di pianoforti pizzicati, alla maniera di Cage, mescolati a suoni industriali di martellate di fabbro.

L’intero lavoro parrebbe dipanarsi sulla linea del concept album, anche considerando i titoli del primo (Miami Theme) e ultimo brano (Miami Titles), accomunati dall’uso di cellule melodiche ricorsive e cluster percussivi di pianoforte; in realtà è difficile scorgere un elemento in grado di accomunare le varie diversità dei dieci brani. Nemmeno Miami drift aiuta a trovare la rotta di un viaggio improbabile, che deve per forza essere interiore; l’intro è lieve, quasi russo classico, poi l’atmosfera cresce fino a divenire cupa, da sountrack ipnotica.

Ocean drive (Shamane) risalta per essere pezzo di techno minimalista, impulsiva e compulsiva. Moduli percussivi vengono sovrapposti, ripetuti, incalzanti e sincopati, sopra due accordi a comandare il tutto, come in un brano modale.

Plastic like your mother è canzone dalla ritmica delicata, quasi un controcanto al canto della la voce in stile hip-hop. Stessa ritmica, ma più precisa e rigorosa, in Skiffile It Up che sfrutta anche un’onda quadra in funzione di basso. Ritmica ancora diversa in Fantasie Mädchen, dove è tribale e ricorsiva, ipnotica, quasi da trance sciamanica.

Disco complesso, questo lavoro dei Brandt Brauer Frick, ma può essere considerato una buona intersezione fra musica seria e musica d’intrattenimento. Nasce dall’esterno e si protende verso l’orizzonte interno; è musica infinita.

 19/05/2013 Federico De Carli

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GLI EVENTI DI LIBRA: ARTE E POESIA AL GHETTO 26 MAGGIO – COLLETTIVA DI POETI 24 MAGGIO

Collettiva di poeti

venerdì 24 maggio alle 20
Giardino Parioli
via Antonio Bertoloni 3b (Roma)
secondo appuntamento per La Primavera di Poesia
COLLETTIVA DI POETI

madrina di eccezione
CANTICO NELLA PAROLA SVELATA di Mariastella Eisenberg
poesie e suggestioni

 

 

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ARTE E POESIA AL GHETTO

Viaggio nelle bellezze di Roma

Il Ghetto di Roma come non lo avete mai visto. E sentito.

Poesie in passeggiata con Libra 2.0
A cura della Prof.ssa Giuseppina Micheli e della giornalista, scrittrice e poetessa Monica Maggi
Domenica 26 maggio alle 11/12.30
info: centro.culturale.libra@gmail.com

contributo e partecipazione 5 euro/persona

Luogo e ora dell’appuntamento: di fronte al Teatro di Marcello a Via del Teatro di Marcello, Roma
orario 10.45. 

LE TAPPE DEL VIAGGIO:
Teatro di Marcello, di fronte al tempio di Apollo Sosiano
Piazza 16 ottobre 1943
Piazza delle Cinque Scole
Piazza Costaguti con il tempietto abbandonato del Carmelo e la Casa di Manlio
Piazza Mattei con la fontana delle Tartarughe.

LE POESIE:
Yehuda Amichai
Dorit Abusch
David Avidan
Amir Or
Natan Zach

Sono inoltre previste soste “golose” presso i forni del ghetto con le loro specialità!!

 

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“Haiku tra meridiani e paralleli” al Giardino Parioli, Roma 19 maggio 2013

19 maggio 2013 alle ore 17.00, presso “Giardino Parioli”  a Roma, via A. Bertoloni 3/b (P.zza Pitagora)

avrà luogo la nuova presentazione-reading del volume
Haiku tra meridiani e paralleli”,
a cura di Dona Amati,
prefazione di Francesco De Girolamo,
foto di Hitoshi Shirota,
FusibiliaLibri edizioni.

Ne parleranno con la curatrice e gli autori presenti
il poeta Pietro Secchi e Monica Maggi di Libra 2.0

 

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ARTE E POESIA AL GHETTO – VIAGGIO NELLE BELLEZZE DI ROMA domenica 26 maggio alle 11

Il Ghetto di Roma come non lo avete mai visto. E sentito.
Poesie in passeggiata con Libra 2.0

A cura della Prof.ssa Giuseppina Micheli e della giornalista, scrittrice e poetessa Monica Maggi

Domenica 26 maggio alle 11/12.30
info: centro.culturale.libra@gmail.com

contributo e partecipazione 5 euro/persona

Luogo e ora dell’appuntamento: di fronte al Teatro di Marcello a Via del Teatro di Marcello, Roma
orario 10.45.

LE TAPPE DEL VIAGGIO:
Teatro di Marcello, di fronte al tempio di Apollo Sosiano

Piazza 16 ottobre 1943

Piazza delle Cinque Scole

Piazza Costaguti con il tempietto abbandonato del Carmelo e la Casa di Manlio

Piazza Mattei con la fontana delle Tartarughe.

LE POESIE:

Yehuda Amichai

Dorit Abusch

David Avidan

Amir Or

Natan Zach

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Sono inoltre previste soste “golose” presso i forni del ghetto con le loro specialità!!

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