IL FUTURO OGGI

Le ultime ipotesi sul melafonino di nuova generazione
Una visione sull’iPhone 6
Tra le ipotesi tre dispositivi e tanti nuovi feature

Sono diverse le caratteristiche che potrebbe presentare il nuovo iPhone 6 in uscita prossimamente. L’Apple, infatti, avrebbe puntato sull’uscita di ben tre dispositivi nuovi per spiazzare la concorrenza. Per soddisfare l’esigenza e la disponibilità economica dei vari clienti l’azienda della mela morsicata avrebbe deciso di inserire nel mercato un iPhone low cost, l’iPhone 5S (un dispositivo migliorato sul lato software) e l’iPhone 6 (più costoso ed avanzato tecnologicamente).

Per restare al passo dei competitor, l’azienda del famoso melafonino (secondo l’analista Topeka Capital Markets, Brian White) non può più permettersi di presentare un solo modello alla volta, com’era di sua tradizione. Pertanto, questa volta, la scelta sarà più vasta come le novitá.

Tra i tanti cambiamenti potrebbe arrivare un miglioramento importante relativamente all’autonomia della batteria che sarà anche più sottile. Sono previsti passi in avanti anche nella tecnologia NFC (Near Field Comunication), la quale potrà essere utile anche per effettuare pagamenti via smartphone. L’azienda a marchio Mela, inoltre, potrebbe rendere virtuale il tasto Home sul nuovo iPhone (anche sui successivi iPad) per consentire un accesso facilitato e sempre più rapido.

Secondo molti esperti, invece, la novità più grande consisterebbe nella presentazione di un nuovo schermo. Le ipotesi sono diverse e poco chiare perché ancora in fase di progettazione. Potrebbe essere lo schermo flessibile il killer feature del nuovo iPhone 6 ma secondo alcuni anche il meno probabile da realizzare. Tutte queste novità preannunciate nei mesi scorsi da diverse fonti saranno disponibili entro il 2014.

Stefano A. Narciso

Siti di riferimento: http://www.webmasterpoint.org/news/iphone-6-le-caratteristiche-innovative-trapelate_p51469.html

http://mobile.excite.it/iphone-6-non-uno-ma-ben-tre-modelli-in-arrivo-N137332.html

http://www.mela10.it/iphone-6-con-schermo-retina-flessibile-parliamone-15249.html

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IL FUTURO OGGI

I grandi marchi delle TV puntano sul 4k

In arrivo l’ultra HD

Da Sony a LG: le TV ultra alta definizione

Se il full HD vi sembrava un grande traguardo, aspettate di scoprire le ultime novità nel mondo delle TV. Le “big” degli ultimi schermi puntano sulla qualità delle immagini e sono pronti a introdurre sul mercato le TV 4k ovvero due volte 1920 x 1080. In poche parole parliamo di UHD (ultra high definition), 4 mila linee sullo schermo. A crederci di più sembrano essere i due colossi Sony e LG che hanno già a disposizione dei modelli.

Non c’è dubbio per molti esperti del campo: il futuro imminente è UHD. In tanti sperano di vedere i prossimi mondiali nel 2014 in altissima qualità. Il 4k, infatti, sarà destinato ai grandi schermi, al cinema e a casa. Le immagini ad altissima risoluzione e con l’effetto super slow motion daranno un notevole contributo nel rendere le immagini ancora più simili alla realtà.

Sony, in particolare, ha annunciato che dal 21 aprile saranno in vendita i suoi TV 4k UHD: il 55 pollici Bravia XBR-55X900A a 4999 dollari e il 65 pollici XBR-65X900A a 6999 dollari. La multinazionale nipponica sta creando un vero e proprio piccolo impero 4k, dando la possibilità ai clienti di acquistare anche il media player 4k ovvero il modello FMP-X1.

In uscita a giugno anche il camcorder 4k ready Nex-FS700 con sensore 35mm e funzione super slow motion a 240 fps in HD (10 mila dollari).

Stefano A. Narciso

Siti di riferimento: http://gadget.wired.it/news/tv/2013/04/11/cinema-4k-nab-67673467.html

http://it.euronews.com/2013/04/11/schermi-tv-ultime-novita-dal-miptv-di-cannes/

IL FUTURO OGGI

Anche nella terra di Mao l’energia atomica è sulla via del tramonto

Cina: l’eolico supera il nucleare

Dopo Fukushima la Cina cambia rotta ed investe 20 miliardi nelle rinnovabili

Il Paese che forse più di tutti si è evoluto negli ultimi anni ha dato un forte segnale di cambiamento anche nel settore dell’energia rinnovabile. La Cina nello scorso anno ha investito circa 20 miliardi di euro nell’eolico che nel 2012 ha superato il nucleare, generando il 2% di energia elettrica in più degli impianti atomici.

Le previsioni sul prossimo futuro portano inevitabilmente ad una crescita esponenziale dell’energia del vento. Dopo il disastro di Fukushima, nel vicino
Giappone, la Cina ha deciso di sospendere i lavori degli impianti nucleari (prima dello tsunami, infatti, erano ben 29 i reattori in costruzione nel Paese).

Sono iniziate così le ispezioni ed i progetti ancora in fase di realizzazione sono stati bloccati. Conseguentemente l’energia eolica è incrementata del 19% in un anno. Un terzo degli impianti installati nel mondo si trovano in Cina e non è soltanto una tendenza cinese: la potenza eolica installata nel nostro pianeta è triplicata in soli 5 anni.

Secondo i dati che vengono da Bloomberg New energy Finance la Cina sarebbe diventata il primo mercato mondiale dell’energia eolica. Nonostante ciò, non si ferma qui la corsa all’energia pulita. La Chinese Renewable Energy Industry Association prevede di arrivare, entro il 2020, a 200,000 MW di energia prodotta.

Questo improvviso cambio di rotta, tuttavia, non sarebbe stato dettato soltanto dalla tragedia che colpì il vicino Sol Levante. Il forte sviluppo degli ultimi 20 anni, infatti, ha portato molti problemi legati soprattutto alla crescita dei centri urbani: traffico, aria irrespirabile, reti fognarie intasate e rifiuti.

La soluzione quindi, oltre a produrre energia pulita, sarebbe quella di costruire l’Eco-City, una città ecosostenibile. A quanto pare, il primo centro urbano “verde” sorgerà vicino alla città di Tianjin.

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Stefano A. Narciso

Siti di riferimento: http://www.italiaoggi.it

http://www.greenbiz.it

http://www.mondoeco.it

http://www.architetturaecosostenibile.it

IL FUTURO OGGI

Nel 2014 arriveranno sul mercato le nuove Smart TV con OS

LG compra webOS da HP

L’appropriazione del codice sorgente porterà nuove funzionalità

È di recente la notizia dell’acquisto da parte dell’azienda coreana LG del sistema operativo webOS da Hewlett-Packard. Si tratta di un passo avanti importante per quanto riguarda le Smart TV di prossima generazione che vedranno la luce nei primi mesi del 2014. Secondo alcune fonti, il produttore coreano ha stabilito una nuova sede operativa in Silicon Valley e lo staff si sarebbe già messo a lavoro sulle nuove funzionalità che avranno le Smart TV del futuro.

Tutto ciò è stato anche confermato dal vicepresidente della divisione comunicazioni della società, John Taylor, il quale ha annunciato l’uscita dei nuovi prodotti nel prossimo futuro. Molto probabilmente LG presenterà al pubblico la prima Smart TV con webOS in occasione del Consumer Electronics Show 2014 di Las Vegas.

Tra le novità previste, webOS verrà utilizzata in combinazione con il Magic Remote di LG, in pratica un telecomando con funzionalità di puntamento. A partire dall’anno prossimo, quindi, saranno in commercio (in 82 paesi) le nuove TV intelligenti, disponibili in diverse dimensioni e fasce di prezzo.

Pare che l’azienda, con l’acquisto del codice sorgente e di quasi tutti i diritti su di esso, abbia puntato tutto sulle Smart TV e non sugli smartphone e tablet, o almeno per il momento. L’azienda, infatti, è sicura che la tecnologia webOS possa davvero contribuire notevolmente nell’evoluzione delle Smart TV. È in fase di studio e progettazione l’integrazione del sistema operativo con le TV LG.

Per avere maggiori dettagli riguardo le caratteristiche dei nuovi prodotti dovremo aspettare ancora alcuni mesi. Sicuramente, si presume, ci saranno tante novità per quanto riguarda l’interfaccia utente e quindi tante innovative funzionalità di interazione.

Stefano A. Narciso

Siti di riferimento: http://www.webnews.it

http://www.dday.it

http://www.oneopensource.it

IL FUTURO OGGI

Il Belgio punta sull’energia eolica

Un’isola artificiale gestirà l’energia eolica in eccesso

L’opera sarà completata entro il 2017 a tre chilometri dalle coste 

È in via di realizzazione l’isola artificiale che sarà in grado di stoccare l’energia in eccesso prodotta da sette centrali eoliche nel mare del Nord. Il progetto sarà completato entro il 2017 per rispettare gli obiettivi comuni dell’Unione Europea. Al momento, infatti, il Belgio ricava il 7% dell’energia elettrica dalle rinnovabili e dovrà raggiungere almeno il 21% entro il 2020.

Questa struttura, unica al mondo, verrà collocata a circa tre chilometri dalle coste del Paese, di fronte alla città di Wenduine. Quella idrica, tra l’altro, è la forma più vecchia ed efficiente di stoccaggio di quantità importanti di elettricità.

Il governo lo scorso anno ha deciso di liberarsi dal nucleare entro il 2025 (il 50% circa dell’energia proviene dall’energia atomica) e di conseguenza ha puntato tutto sull’eolico, risorsa tra l’altro inesauribile e di cui il Paese dispone in abbondanza.

È prevista, dunque, la chiusura di ben sei centrali nucleari entro il 2025. La chiusura sarà progressiva ed avverrà in tre tappe.

Verrà utilizzata la sabbia stessa del mare per realizzare l’atollo che sarà collegata attraverso dei cavi di trasmissione subacquea ai grandi parchi eolici offshore.

Sono previste, inoltre, escursioni turistiche della durata di un giorno.

isola belgio

Stefano A. Narciso

Siti di riferimento: http://www.articolotre.com/

http://www.corriere.it/

IL FUTURO OGGI

La nuova tecnologia incrementa l’efficienza e abbassa i costi

In arrivo il pannello olografico

L’Apollon GmbH e la Solar Bankers in procinto di avviare la produzione dei nuovi pannelli

A quanto pare due società, la tedesca Apollon GmbH e l’americana Solar Bankers, si stanno organizzando per avviare la produzione dei pannelli fotovoltaici con lamina olografica. Questa decisione sarebbe stata presa dopo l’esito positivo che ha avuto la sperimentazione del prototipo presso un’azienda spagnola, l’Istituto Holografico Andaluz. Secondo i ricercatori, infatti, è stato possibile raggiungere un’efficienza del 28% rispetto al 17% circa dei pannelli attualmente in commercio. Le due società, inoltre, hanno puntato tutto sul silicio per due motivi: il silicio è uno dei materiali più abbondanti nella crosta terrestre e in più perché è economico.

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Per raggiungere tale efficienza, sulla classica base di silicio del pannello solare è stata aggiunta una lamina olografica, aumentandone la capacità angolare, spettrale e spaziale del materiale durante l’assorbimento della luce. Questo sistema, contrariamente ai moduli fotovoltaici di oggi, richiede una quantità inferiore di silicio.

Per realizzare questa tecnologia non occorre un dispendio elevato di risorse e pertanto si tratta di un procedimento economico. I nuovi pannelli possono essere fabbricati in Germania o negli Stati Uniti ad un costo inferiore rispetto ai pannelli attualmente fabbricati in Cina.

È da augurarsi che le imprese italiane del settore abbiano preso atto di questo cambiamento (sono previste forti ripercussioni sul mercato del fotovoltaico e pertanto conseguenze nel commercio dei pannelli tradizionali) e investito nell’avviare analoghe sperimentazioni.

Stefano A. Narciso

Siti di riferimento: http://energia.ecoseven.net

http://greenme.it

http://energia.supermoney.eu

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Con le rinnovabili l’isola combatte la crisi

L’Islanda 100% energia rinnovabile

Solo piccole isole e stati-arcipelago erano riusciti nell’impresa

Nel giro di pochi anni l’Islanda è riuscita, nonostante sia stata una delle prime vittime della crisi finanziaria globale, a coprire il fabbisogno energetico dell’intera isola con le fonti rinnovabili. Il Paese fu devastato da numerosi fallimenti bancari e ha dovuto superare molti problemi di carattere politico-economico. Eppure l’isola ancora oggi riesce a mantenere alti gli standard di vita grazie anche alla sua indipendenza energetica. Finora ci erano riuscite solo le piccole isole e stati-arcipelago nell’impresa di ricoprire il fabbisogno energetico interno.

L’Islanda attualmente può permettersi il lusso di esportare energia ai paesi il cui fabbisogno è maggiore (rivende nel Regno Unito tramite il cavo sottomarino più lungo del mondo il proprio surplus).

L’Italia attualmente ha un piano energetico anni luce indietro se paragonato a quello islandese. Tuttavia, l’esempio islandese è sicuramente un modello da copiare che potrebbe risollevarci dalla crisi e portare moltissimi posti di lavoro.

L’isola ricava oggi circa il 75% della sua energia dall’idroelettrico e il 25% dal geotermico. Ciò fornisce anche circa l’87% della domanda per l’acqua calda e riscaldamento. Gli islandesi, inoltre, non intendono fermarsi al geotermico:  sono in piena ricerca di varie possibilità per quanto riguarda lo sfruttamento dell’ idrogeno.   In conclusione, l’obiettivo resta quello di liberarsi dalla dipendenza del petrolio entro il 2040.

Tanta indipendenza energetica ha portato benefici in termini industriali. L’Islanda ha infatti attirato tutte quelle industrie notoriamente avide di energia  a prezzi convenienti e soprattutto stabili. Molte sono le aziende in Italia che hanno dovuto chiudere battenti a causa dei nostri pesanti costi energetici.

Stefano A. Narciso

Siti di riferimento: http://www.risparmiodienergia.it/

enel-lab.blogosfere.it

t.ibtimes.com