“Parliamo di musica”, prova letteraria del jazzista Stefano Bollani

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Quando la musica va oltre le note

“Parliamo di musica”, prova letteraria del jazzista Stefano Bollani

Leggere la musica; ma non su uno spartito

Ogni tanto capita anche un musicista che non suoni, ma scriva. Non su un pentagramma, almeno. E così succede che Stefano Bollani, fra i più attivi musicisti italiani dell’inizio millennio, ci intrattiene con un dettagliato racconto (Parliamo di musica, Mondadori, 2013) su quel che la musica significhi per lui e, per estensione, per chi la sua musica ascolta.

Per “sua” musica non va però intesa essenzialmente la musica che egli stesso abitualmente propone al pubblico; è musicista di ampio spettro, non solo per la varietà di ambiti in cui il suo lavoro si misura, quanto anche per la vastità di interessi che l’artista manifesta in questo viaggio artistico sulla sua carriera. Sicuramente la strada intrapresa è quella del jazz, ma non rigidamente intesa; frequenti sono gli spunti classici alla base delle sue intuizioni, tuttavia la trattazione della materia va ben oltre il semplice resoconto erudito.

Obiettivo di Bollani sembra essere realmente quello di suscitare nel potenziale pubblico una sorta di “ascolto consapevole”, traguardando cioè la comprensione musicale (lontana dall’essere prerogativa per pochi acculturati) attraverso i suoi punti focali: gusto e godimento. Sembra così cadere la piramide con la quale Theodor W. Adorno descriveva, nel saggio Introduzione alla sociologia della musica del 1962, l’atto della fruizione musicale che parte dall’esperto (paragonabile a colui che dell’esecuzione possiede il totale controllo su tutti gli accadimenti musicali, il direttore d’orchestra cioè) fino all’ascoltatore per passatempo, ovvero colui che ascolta distrattamente ciò che accade, non ne possiede i contenuti ma gioisce comunque della possibilità dell’ascolto.

Le descrizioni e gli accostamenti musicali che vengono riportati sono spesso trasversali, non appartengono a un mondo univoco; Frank Zappa e Renato Carosone vengono accomunati dall’irriverenza e dalla bonaria presa in giro di alcuni canoni seri, o presunti tali (come lo stesso Bollani è solito fare nei suoi concerti o nei programmi radiofonici e televisivi), passando per Calvino e i Beatles e arrivando a Elio e le Storie Tese, che, par quanto riguarda l’irriverenza rispetto a determinati contesti, chiudono nuovamente il cerchio con Zappa.

Il jazz, ci ricorda l’autore, fagocita ogni altra espressione musicale, è musica cannibale; si nutre dei suoi simili e li accorpa a sé stessa, lasciandosi mutare dalla molteplicità delle forme. La totalità che ne risulta è diversa dalla semplice somma delle sue componenti, come diceva la Psicologia della Gestalt.

Musica per tutti, quindi. Arte comune che è linguaggio; non descrittivo, ovviamente, ma in grado di comunicare emozioni e sensazioni. Comunicazione che va oltre lo spartito scritto, spesso gabbia illiberale; come la narrazione di Bollani, che procede sempre con un linguaggio colloquiale e mai alto, mai specialistico e mai per pochi iniziati.

Grande è l’esperienza del pianista, attivo dall’età di quindici anni e che ha sempre fatto esclusivamente questo mestiere, senza distrazioni. Descrive con passione solo alcune delle innumerevoli presenze al fianco delle vette più alte del panorama jazzistico (ma non solo) con l’eleganza e la modestia che gli appartengono; mai una sbavatura di egocentrismo nel suo scrivere, magari solo il giusto orgoglio e la conseguente soddisfazione. E così ci ricorda come spesso una jam session possa diventare una gara fra musicisti, con la pretesa di dimostrare l’appartenenza a una élite e di conoscere i codici con cui essa comunica. Ma l’artista vero è quello che partecipa dell’esperienza comune che si svolge su un palco o in una sala di registrazione; perché per godere della musica è sufficiente “riconoscere qualcosa che abbiamo dentro e che risuona”. E’ dare e avere; è parlare con gli altri, di musica.

 17/03/2013  Federico De Carli

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Bollani - Parliamo di musica

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 http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=-omiVq2YFKY

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