Amo profondamente questa intervista perchè ha colto nel segno, e ha dato le parole che io non riesco a trovare.

Grazie 🙂

Quello del recupero di libri destinato al macero e degli incontri di lettura con gli anziani  sono quindi solo due degli innumerevoli progetti volti al recupero e alla ricondivisione di tutti quei beni che non hanno ancora smesso di dire qualcosa; tali progetti possono essere letti, poeticamente, come delle metafore adatte a comunicare il messaggio che quanto è datato ha una storia da raccontarci e, pertanto, ha un futuro in cui vivere (quello del racconto); analogamente, il bene più prezioso che abbiamo, le persone, hanno ancora tanto da dirci anche se sono anziane: anzi proprio perché anziane, hanno molto da trasmetterci.

Una società ha dignità nella misura in cui prevede anche per loro un futuro da vivere fatto della soddisfazione di ogni tipologia di bisogni, da quelli materiali a quelli morali e spirituali…”

http://oubliettemagazine.com/2019/10/21/intervista-di-filomena-gagliardi-a-monica-maggi-con-i-libri-le-periferie-diventano-giardini/?fbclid=IwAR3PSNFcNLDMikm9AWkf8CEyrzGtbMww7bHTennT9JvU6S-3wOXQO04ZPwM

Un pensiero su “Con i libri le periferie diventano giardini (un’intervista speciale)

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